La mia storia

Gli inizi

Sono nato il 19/03/1960, quarto di 12 figli; ho ricevuto i primi rudimenti cristiani dai miei genitori, sia dalla loro istruzione, sia dalla loro scelta di vita. Dopo la scuola obbliga-toria ho frequentato il Liceo Scientifico Aldo Moro di Reggio Emilia fino alla terza supe-riore. Dopo un anno di lavoro come artigiano, sono passato all’Istituto tecnico dove ho conseguito il diploma di perito meccanico (1981). Dopo una breve esperienza in una ditta di Rubiera (RE) e terminato il servizio militare (1982), ho lavorato per alcune ditte come quadro intermedio fino al 1989, anno della mia entrata nella comunità religiosa “Piccola famiglia dell’Annunziata”. Ho avuto la mia «conversione» (con il senno di poi mi sembra il termine più appropriato) in occasione di due pellegrinaggi a Medjugorje: il primo dopo la morte di mio padre (Gennaio 1985), nell’Aprile ’85, il secondo l’anno successivo (Estate 1986). Ma già nell’estate ’85 avevo incontrato personalmente don Giuseppe Dossetti che mi iniziò ad una prassi cristiana più fervorosa, specialmente per quanto riguarda la lettura quotidiana della Sacra Scrittura. Il 1987 fu l’anno della vocazione e nel 1989 entrai nella “Piccola Famiglia dell’Annunziata”. Il fondatore, don Giuseppe Dossetti, fu anche uomo politico di rilievo: partecipò alla stesura dei primi 12 capitoli della Costituzione della giovane Repubblica italiana e successivamente fu sotto-segretario della Democrazia Cristiana fino ai primi anni ‘50. Lasciata la Democrazia Cristiana, divenne presbitero e fondò la comunità. Nei primi anni ’60 collaborò ai lavori del Concilio Vaticano II come perito di uno dei quattro cardinali moderatori, il cardinal Lercaro. Faccio riferimento a questi accenni perché, insieme a mio padre, devo a don Giuseppe la mia formazione religiosa, civile e umana che fu decisamente influenzata anche dal suo insegnamento. Essendo stato una figura di rilievo negli ambiti politico ed ecclesiale, Don Giuseppe possedeva uno sguardo lungimirante sull’essere e il divenire della Chiesa e del mondo; in occasione di alcuni avvenimenti di portata storica preferì abbandonare il silenzio mediatico per intervenire direttamente e pubblicamente. Poco prima della sua morte (dicembre 1996), fondò i comitati per la difesa della Costituzione che presto si diffusero in diversi luoghi del paese. Quella sua visione lucida e attenta – che si potrebbe definire con buone ragioni profetica – rivolta verso la società degli uomini e alla chiesa, prediligeva indubbiamente l’individuazione del fatto «storico» piut-tosto che quello di cronaca. Questo suo atteggiamento duplice, ma profondamente religioso e insieme civile, per così dire su un «doppio binario» (si può forse usare anche la definizione «Bibbia e giornale», così diceva il vescovo Tonino Bello) ricalca un solco centenario (se non millenario) nella storia della chiesa (vedi pagina Home). 

In Terra Santa

Durante il noviziato ho studiato il latino con l’anziana monaca e scrittrice biblista Luciana Mortari e il greco con un professore esterno. Poco dopo la morte di don Giuseppe (Maggio 1997), fui inviato in Terra Santa e vi rimasi 10 anni. Fu un periodo di forti tensioni, non solo in Palestina – Israele, ma in tutta l’area mediorientale in cui si accentravano problematiche a livello geopolitico ed economico con riflessi, come si sa, anche su scala globale. Nel primo anno di permanenza in Terra Santa ho studiato a Gerusalemme l’ebraico moderno in una scuola per immigrati ebrei. L’anno successivo fui destinato ad Ein-Arik (Ramallah), un piccolo villaggio palestinese dove la comunità fa tutt’ora servizio nella parrocchia di rito latino. Qui ho potuto concentrarmi nello studio dell’ebraico biblico, studiando in sede e frequentando corsi universitari sia alla scuola Biblica Francescana della Flagellazione, sia all’Ecòle Biblique dei monaci domenicani. Gli spostamenti da Ein-Arik a Gerusalemme coincisero con lo scoppio dell’Intifada dell’Aq-sa (o seconda Intifada; 28 Settembre 2000) e furono a volte molto problematici. Lo studio dell’ebraico biblico e moderno mi permise l’accesso alle fonti dirette della tradi-zione ebraica medievale e moderna tradizionale e di assimilare il metodo di studio e il loro modo di accostarsi alla Sacra Scrittura. Successivamente, siccome la comunità offri-va la celebrazione dell’eucarestia e l’ufficio monastico in lingua araba, ho intrapreso lo studio dell’arabo letterario e del dialetto palestinese, conclusosi nella parrocchia di Beer-Zeit (Palestina) nel 2006. Fu in quell’anno che fui incoraggiato da un professore dell’E-còle Biblique ad intraprendere la traduzione del libro dei Salmi dall’ebraico, iniziando così la mia professione di scrittore biblista.

Oggi

Tornato in Italia nel 2007, ho lavorato alla traduzione dei salmi in varie sedi: a Montetauro (Rimini) presso la comunità monastica “Piccola Famiglia dell’Assunta”, a Monteveglio presso la comunità di Monteveglio-Oliveto (BO), a Milano come ospite del movimento del “Cammino neocatecumenale”, a Reggio Emilia nella Parrocchia di Rivalta, a Gualtieri (RE) nell’unità pastorale e infine a Montericco di Albinea (RE) dove risiedo attualmente. Nella sede di Gualtieri ho intra-preso da privatista lo studio della teologia laureandomi al Seminario Vescovile di Reggio Emilia (7 Maggio 2014). Nella Parrocchia di Montericco seguo oggi alcuni gruppi biblici (o centri d’ascolto della Parola) e mi dedico al mio lavoro di scrittore biblista.

Benedetto Piacentini